SINTIERRA OUTPOST

caotico buono

   

Parlare di Effetto Streisand sarebbe prematuro, ma a quanto pare, con la denuncia depositata lunedì contro FacebookYahoo ha mollato un calcio a un enorme vespaio. A dare inizio alle danze è stato David Sacks, CEO di Yammer, un social network dedicato all’interconnessione degli ambienti lavorativi. Nella giornata di ieri, Sacks ha dichiarato in untweet che la sua compagnia non assumerà alcun ex-dipendente Yahoo a meno che non si licenzi entro i prossimi 60 giorni.

E già che era su Twitter, ha infilato in coda un hastag che non ha tardato a diventar tendenza: #stopyahoo. Solo un mese fa, Sacks stesso era stato vittima di quello che in gergo viene chiamato patent trolling, eventualità in cui il proprietario di un brevetto ne denuncia una supposta violazione per motivi opportunistici, semplicemente perché ha il potere di farlo.

Quando  lunedì Yahoo ha reso noti i 10 brevetti che Facebook avrebbe “impropriamente sfruttato” per creare la sua piattaforma da 800 milioni di utenti, Sacks ha capito che la guerra dei brevetti in ambito software si stava spingendo troppo oltre, e non ha esitato a stigmatizzarechiunque decida di continuare a lavorare per Yahoo, nemmeno si stesse parlando del partito nazionalsocialista tedesco nel ’33: “La gente mi ha consigliato di pensare alle persone che lavorano a Yahoo come persone che hanno famiglie, ma il mercato dei talenti nella Silicon Valley è rovente in questo momento, a Yahoo ci rimane solo chi ha deciso di fregarsene”.

Dietro l’uscita mediatica di Sacks si potrebbe intravedere anche la malcelata intenzione di fare pubblicità a Yammer. Ma la realtà è che la denuncia depositata lunedì da Yahoo è una mossa pericolosa per l’industria dell’hi-tech nel suo complesso e il mondo del Web 2.0 in generale.  Come ha brillantemente dimostrato Josh Constine suTechcrunch, i dieci brevetti che Yahoo sta di fatto utilizzando come cannoni puntati su Facebook potrebbero allo stesso modo essere rivolti contro un’ampio ventaglio di altri servizi web, come ad esempio: Google+TwitterPinterest, Quora, Foursquare e virtualmente chiunque si occupi di retargeting o di reti sociali.

(Continua…)

immagine: han Soete @ Flickr

1 anno fa