SINTIERRA OUTPOST

caotico buono

   

Dopo aver sorbito, ingerito e digerito il remake di Total Recall girato da Len Wiseman, ho scritto un pezzo che parla di Total Recall, Philip K. Dick e dello stato di salute precario della fantascienza, che i ragazzi di inutile hanno deciso di pubblicare. 

Immaginare un futuro come quello dipinto da Ridley Scott inBlade Runner, infestato da aria irrespirabile e governi spiccatamente totalitari può ancora funzionare, nel 2012, ma risulta molto meno coinvolgente. Quando a Philip Dick fecero vedere i primi 20 minuti diBlade Runner(gli unici che sarebbe mai riuscito a vedere) si dichiarò sconvolto nel vedere un futuro “esattamente identico” a quello che aveva immaginato.

«Io e la ragazza che era con me, stavamo lì seduti a guardare l’inizio di Blade Runner e faticavamo a credere ai nostri occhi» dichiara Dick in un’intervista oggi reperibile inWhat if our world is their heaven? «Si vede questa vettura volante che atterra sul tetto di un edificio della polizia di 400 piani. Il film è ambientato tra 40 anni e questa maestosa sede della Polizia che domina il paesaggio è esattamente come io mi immagino il futuro tra 40 anni.»

Era il 1982, al tempo era comune immaginarsi viaggi su Marte, teletrasporto, auto volanti e roba simile (qualche anno dopo, il 2025 raffigurato in Ritorno al Futuro 2 apparve sorprendentemente verosimile). Oggi, trent’anni dopo, sappiamo che le macchine volanti hanno fatto una fine simile agli eserciti di uomini clonati e alle basi lunari, chiusi a chiave nel cassetto delle idee inutili o irrealizzabili. Il risultato è che noi (come in parte lo stesso Dick) siamo cresciuti immaginandoci un futuro a forma di macchina volante, ma ci ritroviamo per le mani un futuro tascabile, a forma di smartphone.

L’articolo completo lo trovate qui.

7 mesi fa
  1. postato da fazdeotto